II Demanio vara la sua austerity
Il progetto del Tesoro. Possibili risparmi di un miliardo riducendo la locazione con i privati nelle città
Cresme Comunicazione
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04/01/2012
Trasferire gli uffici pubblici nelle caserme dismesse e negli edifici demaniali inutilizzati. Spostare le sedi ministeriali dagli immobili presi in affitto a palazzi di proprietà dello Stato. E questa l'ipotesi a cui starebbe lavorando il governo d'intesa con il Demanio per ridurre il peso dei canoni di locazione, nell'ambito di una più complessa operazione di valorizzazione del patrimonio immobiliare. Il piano è in fase di studio. Secondo le analisi del Tesoro, lo Stato (a livello centrale) dispone di un ricco patrimonio immobiliare: è stimato in 72 miliardi di euro (a cui si aggiungono i 270 miliardi in capo agli enti locali e i 35 miliardi di Asl e università), di cui 7 miliardi relativi a edifici non utilizzati direttamente dalla pubblica amministrazione. Per i propri uffici, lo Stato utilizza immobili nel proprio portafoglio per un valore di 58,4 miliardi (per oltre 13.500 unità), mentre ha in affitto palazzi e terreni per un valore stimato di 12,4 miliardi (relativi a 7.20o immobili). I canoni di locazione hanno un costo di circa un miliardo di euro all'anno (senza considerare altri 2 miliardi di esborso per i servizi di manutenzione comprensivi anche degli interventi sugli immobili di proprietà). Una spesa eccessiva, per il governo, soprattutto in tempi di crisi. Per questo il premier Mario Monti già nel decreto Salva-Italia, all'articolo 27, ha voluto una prima norma per contenere questi costi: qualsiasi nuovo contratto di affitto, ad eccezione di quelli stipulati da Palazzo Chigi per ragioni inerenti alla sicurezza nazionale, deve avere il nulla osta preventivo dall'Agenzia del Demanio. Ed è solo l'inizio. Il governo - secondo quanto trapelato dal Tesoro - avrebbe chiesto al Demanio di verificare se nelle città nelle quali l'amministrazione pubblica prende in locazione immobili per i propri uffici siano disponibili beni statali dismessi o inutilizzati. L'obiettivo è chiaro: portare i contratti di affitto a scadenza e poi trasferire gli uffici negli immobili inutilizzati, convertiti alle nuove funzioni.
Corriere della Sera, pag. 6