Social housing. I rilievi della Corte conti
Il Piano nazionale manca il bersaglio. Su una «dote» complessiva di 844 milioni ne sono stati finora impegnati 728 ed erogati poco più di 290
Cresme Comunicazione
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04/01/2012
Inefficacia e inefficienza della spesa pubblica. Sono pesanti i rilievi della Corte dei conti alla gestione del Piano nazionale per il social housing, lanciato dal governo Berlusconi tre anni e mezzo fa, e affidato al ministero delle Infrastrutture. I rilievi sono contenuti nella delibera n. 20/2011, diffusa ieri, che analizza l'intero periodo di vita del piano, nato con la manovra estiva del giugno 2008. Il piano sconta il fatto di aver introdotto profonde innovazioni sul precedente meccanismo di riparto dei fondi statali all'edilizia pubblica, aprendo la strada alla finanza privata e al project financing. Molto tempo è stato anche assorbito dalla "dialettica" tra Stato e Regioni sulla ridefinizione di risorse e competenze. Il risultato, dicono i magistrati contabili, è che ancora non sono stati raggiunti i due obiettivi del piano: realizzazione di alloggi "sociali" per le categorie meno abbienti e attenuazione del disagio abitativo nei Comuni di oltre 10mila abitanti e nelle città ad alta tensione abitativa. L'analisi ha, infatti, verificato che il primo obiettivo «non ha avuto alcuna concreta realizzazione in termini di acquisizione di alloggi» e che il secondo obiettivo «ha dato risultati ancora modesti, rispetto al complesso degli interventi, ampi e diversificati, previsti e/o avviati».
Il Sole 24 Ore, pag. 33