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Grandi opere, il governo punta su più fondi privati

Per i nuovi progetti le società potranno finanziarsi con "project bond"

Cresme Comunicazione - 09/01/2012

Bloccare, semplificare, velocizzare. Sono le parole su cui si fonda il piano che il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, ed il suo vice Mario Ciaccia, stanno mettendo a punto per quanto riguarda le infrastrutture. Tra le novità i «project bond» che permetterebbero alle società di progetto di emettere obbligazioni per finanziare la prosecuzione di lavori che non abbiano la copertura economica totale. Se la manovra era «salva Italia» il decreto si chiama «apri cantieri» e promette di rilanciare la crescita, coinvolgendo i soggetti privati e attirando i capitali esteri. «Procederemo con un decreto al mese, o anche di più» ha proclamato ieri Passera, facendo intendere che da questa settimana il governo intende procedere davvero con passo spedito. Rispetto alle infrastrutture, fino ad adesso sono stati sbloccati 12,5 miliardi e con il prossimo Cipe (che dovrebbe essere convocato in settimana) dovrebbero arrivarne altri cinque. E la tabella di marcia prevede 800 milioni per finanziare l`alta velocità ad alta capacità ferroviaria sull`asse Napoli-Bari, 240 milioni per intervenire sulla Salerno-Reggio Calabria, 698 per la Statale Jonica e 600 milioni per la ferrovia Palermo-Catania. Nei piani del ministero sono previste anche procedure più snelle per i privati miliardi di euro Gli interventi che dovrebbero essere autorizzati dalla prossima riunione del Cipe, in cima alle priorità la linea fs Napoli-Bari che presentano progetti chiavi in mano per le opere strategiche e il project financing per la costruzione delle carceri, coinvolgendo anche fondazioni bancarie e privati. Previste facilitazioni anche per la costruzione di nuovi alloggi, specie nel caso dell`edilizia popolare. Piace molto ai costruttori l`idea di coinvolgere anche le piccole e medie imprese di costruzione nelle grandi opere, a differenza di quanto accadeva nel passato. Il «contratto di disponibilità» incentiverebbe le partnership pubblico-privato, affidando ad un privato la possibilità di costruire un`opera per un pubblico servizio, ricevendo un canone dallo Stato.  

La Stampa, pag. 6