L'intervista. II vice ministro per le Infrastrutture spiega la strategia. Dai project bond al coinvolgimento dei privati
«Pronto il decreto apri cantieri dal Cipe arrivano altri 5 miliardi»
Cresme Comunicazione
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09/01/2012
Ciaccia: ecco le nuove norme per rilanciare la crescita. Defiscalizzazioni per chi investe investimenti in porti, autostrade. Taglio della burocrazia. Dai concessionari investimenti per 18 miliardi da qui al 2015. «Le infrastrutture e le costruzioni sono il carburante per far ripartire il Paese. Il propellente per la fase due, quella che deve rilanciare il Pil e quindi la crescita. L'obiettivo del governo è sfruttare tutte le potenzialità, coinvolgendo i soggetti privati e attirando i capitali esteri». Mario Ciaccia, vice ministro per le Infrastrutture, ha le idee chiare su come disegnare il futuro. «Abbiamo fatto un po' di razionalizzazioni, riorganizzato i fondi, coinvolto anche le piccole e medie imprese di costruzione nelle grandi opere, cosa che prima non era prevista. Creato i presupposti per defiscalizzare, per supportare chi investe in porti, autostrade, aeroporti. Certo questo non basta. Vorremmo coinvolgere anche i Fondi sovrani, gli investitori internazionali, senza dimenticare il ruolo importante del sistema finanziario e della Cassa Depositi e Prestiti». «Stiamo preparando un decreto ‘apri cantieri’, che prevede nuove norme per accelerare i tempi delle grandi opere, garantire un quadro certo, trovare risorse. Come la possibilità di emettere obbligazioni da parte delle società di progetto (i project bond), capaci di finanziare anche i costi di costruzione non coperti a differenza delle opere già concluse che generano cash flow. Ma sono previste anche procedure più snelle per i privati che presentano progetti chiavi in mano per le opere strategiche; il project financing per la costruzione delle carceri, coinvolgendo anche le Fondazioni di origine bancaria e i privati».
Il Messaggero, pag. 10