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«Il 55% deve essere strutturale»

Il ministro Clini: “le misure per il risparmio degli edifici vanno stabilizzate”

Cresme Comunicazione - 17/01/2012

Nessuna reticenza, anzi. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, spiega come la pensa sul futuro del 55% che la manovra di fine anno ha deciso di prorogare per il solo 2012 ma che dal 2013 sarà eliminato e sostituito dagli incentivi, più ridotti, sulle ristrutturazioni edilizie. «Per me il 55% deve restare» ha detto senza tanti giri di parole. Una posizione che dovrà fare i conti con il bilancio dello Stato e con l’austerity imposta dal presidente Monti. Secondo Clini infatti «la detraibilità fiscale degli eco-interventi va guardata nell’ambito del ciclo economico complessivo dove a fronte di una iniziale minore entrata per il Fisco c’è un vantaggio finale derivante dalle maggiori entrate in termini di imposta sul valore aggiunto, in termini di Irpef per l’ampliamento del volume di affari delle imprese del settore, per l’emersione del “nero” che scaturisce dalla deducibilità degli interventi ». Il Ministro ha poi annunciato una normativa di riordino dei certificati energetici e, alla metà di febbraio, l’emanazione della circolare che renderà operativo il fondo rotativo per Kyoto sul quale sono appoggiati altri 600 milioni di euro per le rinnovabili.

Edilizia e Territorio, 16 – 21 gennaio 2012, pag. 1 e 7