BANDI Il bilancio 2011. Il nuovo mercato corre. Ma con meno opportunità
Giù gli avvisi, sale l’importo
Cresme Comunicazione
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18/01/2012
Anche il nuovo mercato fa i conti con la crisi. Quella che era sembrata un’ancora di salvezza negli anni scorsi, quando il settore dei lavori pubblici già mostrava i primi ed evidenti segnali di cedimento, comincia ora a dare meno certezze a chi opera nel mondo degli appalti. Partenariato pubblico-privato, appalto integrato, leasing in costruendo, manutenzione e gestione, messi insieme, hanno totalizzato l’anno scorso 4.361 bandi per un importo di 21,945 miliardi. Rispetto al 2010 il numero di iniziative perde il 4,6% mentre il valore cresce del 9,4 per cento. Numeri ben diversi se si confronta il 2010 sul 2009, quando il nuovo mercato cresceva del 41% nella pubblicazione di avvisi e del 12% sugli importi. Questo raggruppamento di sistemi di realizzazione dei lavori, secondo Cresme Europa Servizi, rappresenta il 25% delle gare dell’intero panorama delle opere pubbliche e ben il 68% dei valori. Questi indici sono in continua crescita, visto che nel 2009 si attestavano al 17% per le gare e al 58% per gli importi e nel 2010 rispettivamente al 24% e al 64 per cento. Si continua a erodere quindi la quota dei bandi di lavori, anche se il nuovo mercato sembra aver rallentato la spinta rilevata negli anni precedenti. Le grandi opere si fanno con i capitali dei privati, almeno nelle intenzioni di gara: il partenariato pubblico- privato ha registrato nel 2011 un calo dei bandi contenuto al 3% al quale si contrappone un +43% dei valori, pari a 14,1 miliardi. Nessuna traccia, inoltre, dei general contractor: gli ultimi bandi, due, sono datati 2009.
Edilizia e Territorio, 16 – 21 gennaio 2012, pag. 4