- Le tensioni del debito sovrano - Nei mesi scorsi le tensioni sul mercato dei titoli di Stato e la conseguente incertezza che si è diffusa sui mercati finanziari hanno inciso sulla raccolta delle banche, e tali difficoltà si sono trasmesse all'offerta di credito all'economia. Il tasso di crescita del differenziale tra titoli di stato e bund tedesco è divenuto l’indicatore privilegiato per caratterizzare lo stato di salute dell’economia del paese. E sebbene a partire dallo scorso novembre, la tendenza all’aumento dei rendimenti si è bloccata, lo spread è rimasto sopra i 500 punti anche dopo l’approvazione definitiva della legge “Salva Italia”. La situazione economia è infatti quanto mai critica, con un PIL che nel terzo trimestre 2011 è tornato a contrarsi. L'aggravarsi della crisi del debito sovrano e i segnali di rallentamento internazionale hanno determinato un peggioramento delle prospettive di crescita, che per l’intero paese dipendono dai riflessi della crisi del debito sovrano sulla capacità di prestito delle banche.
- E gli effetti sul settore delle costruzioni - In base agli ultimi dati di Banca d’Italia, il settore delle costruzioni risulta assai penalizzato da questa situazione di rigidità del credito, che in Campania mostra caratteri particolarmente critici, tra le imprese assai più che tra le famiglie. Una situazione che si accompagna e acuisce una crisi della produzione del settore in atto già dal 2008 in gran parte delle regioni, e che in regione ha determinato una riduzione degli investimenti del 25% rispetto al picco massimo del 2007, quando la cifra d’affari complessiva del settore si attestava su 13,6 miliardi di euro. Al 30 settembre 2011, tra le venti regioni, gli oltre 7,8 miliardi di finanziamenti erogati per investimenti da realizzare in Campania, la collocano in settima posizione, prima tra le regioni meridionali, ma con margini assai contenuti rispetto a due anni fa nei confronti delle regioni che seguono, Puglia e Sicilia. Che sono invece assai ampi rispetto alle regioni più ricche e più vivaci. Il confronto evidenzia una consistenza quasi dimezzata rispetto a quella della Toscana e dell’Emilia Romagna (che sfiora i 14 miliardi), inferiore alla metà di quella relativa al Veneto e ben più distante dai 21 miliardi del Lazio e dai 36 della Lombardia.
Classifica regionale per finanziamenti oltre il breve termine* per investimenti in costruzione al 30 settembre 2011
Fonte: elaborazione CRESME su dati Banca d'Italia
* oltre i 12 mesi dal quarto trimestre 2008, oltre i 18 mesi nel periodo precedente. Dati non corretti dal fenomeno delle cartolarizzazioni
Analizzando i dati dinamici depurati dai principali effetti distorsivi, il quadro che emerge è di una situazione di evidente difficoltà per la Campania: alla fine del 2008 lo stock dei finanziamenti cresceva di oltre il 10% al mese, con tassi in linea con il trend nazionale; dal 2009 si avvia un processo di evidente riduzione dei tassi di espansione del platfond, che comunque cresce in media del 5% al mese in regione (6% in Italia). Nel 2010 si attestano su una media mensile inferiore all’1%, per entrare in territorio negativo da dicembre 2010 fino a settembre 2011. Un trend che peggiora sensibilmente quello nazionale, rimasto seppure modestamente, espansivo fino ai primi mesi dello scorso anno.
Consistenza dei finanziamenti bancari alle imprese edili residenti*– tassi di variazione % su 12 mesi
Fonte: elaborazione CRESME su dati Banca d'Italia - filiale di Napoli da fonte Centrale dei Rischi
* Finanziamenti di banche e finanziarie. Dati al netto delle sofferenze e corretti dal fenomeno delle cartolarizzazioni, nonché dal cambiamento metodologico relativo alla soglia minima di censimento della Centrale dei Rischi (a marzo 2009 è passata da 75.000 a 30.000 euro)
- Si riduce il credito, aumentano le sofferenze, e il rischio è di tornare a livelli superiori al 6% - Alla riduzione di finanziamenti si accompagna una sensibile crescita delle sofferenze, dovuta sia alla contrazione del mercato privato, che alla forte incidenza di finanziamenti finalizzati a investimenti nel settore del genio civile che comportano per il sistema delle imprese di costruzioni in Campania una forte dipendenza dai comportamenti delle pubbliche amministrazioni. Un fattore quest’ultimo che giustifica un tasso di decadimento dei prestiti nel settore assai più elevato in regione che nella media nazionale.
Nel primo trimestre 2008 era pari al 3%, si attesta al 5% nel terzo trimestre 2011. Percentuali più alte rispetto alla media nazionale, ma che in regione hanno raggiunto il livello più critico tra il secondo e il terzo trimestre 2010, quando superavano il 6%.
Flusso nuove sofferenze delle imprese edili – tassi di decadimento* (media tassi di decadimento degli ultimi 4 trimestri annualizzati)
Fonte: elaborazione CRESME su dati Banca d'Italia - filiale di Napoli da fonte Centrale dei Rischi
* Per tasso di decadimento si intende il rapporto tra flusso di nuove sofferenze e stock dei prestiti vivi all'inizio del periodo. Dati che risentono del cambiamento metodologico relativo alla soglia minima di censimento della Centrale dei Rischi, che a marzo 2009 è passata da 75.000 a 30.000 euro
La particolare criticità per il settore delle costruzioni è ben evidenziata nei grafici che seguono: mentre dall’estate 2010 i tassi di crescita dei finanziamenti alle imprese edili iniziano a rallentare per diventare poi tassi di decrescita, per il complesso delle imprese il trend è sempre espansivo.
Tassi di crescita dello stock di finanziamenti* in Campania – variazioni % su 12 mesi
Fonte: elaborazione CRESME su dati Banca d'Italia - filiale di Napoli da fonte Centrale dei Rischi
* tassi di crescita corretti dal fenomeno delle cartolarizzazioni. Riferito a finanziamenti concessi da banche e finanziaria per quanto riguarda le imprese, alle sole banche per quanto riguarda le famiglie
Tassi di decadimento* in Campania - media tassi di decadimento degli ultimi 4 trimestri annualizzati
Fonte: elaborazione CRESME su dati Banca d'Italia - filiale di Napoli da fonte Centrale dei Rischi
* Per tasso di decadimento si intende il rapporto tra flusso di nuove sofferenze e stock dei prestiti vivi all'inizio del periodo. Dati che risentono del cambiamento metodologico relativo alla soglia minima di censimento della Centrale dei Rischi, che a marzo 2009 è passata da 75.000 a 30.000 euro, mentre risultano depurati dal fenomeno delle cartolarizzazioni
Ancora meglio per le famiglie, per le quali si osservano tassi di crescita delle consistenze dei finanziamenti per l’acquisto di abitazioni in sensibile accelerazione a partire dall’estate 2010, e una incidenza delle sofferenze (riferita al complesso dei finanziamenti) assai più contenuta, e in tendenziale riduzione anche nei mesi più recenti (1,6% a settembre), in corrispondenza di una più importante crescita delle consistenze (+4,2% ad agosto e +4,5% a settembre 2011). Al contrario tra le imprese edili, il tasso di decadimento aumenta e si mantiene elevato anche a fronte di una sensibile riduzione dello stock.