Approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla gazzetta ufficiale lo scorso 24 gennaio, il decreto “Cresci - Italia” approda oggi all’esame del Senato. Il provvedimento contiene un pacchetto di riforme strutturali, finalizzate a rimuovere due grandi ostacoli alla crescita: l’insufficiente concorrenza dei mercati e l’inadeguatezza delle infrastrutture.
In particolare, sono previste disposizioni urgenti per il rilancio delle infrastrutture, attraverso un insieme di strumenti mirati al decollo dell’investimento privato per la realizzazione di opere pubbliche (project financing). Nei programmi del Governo, infatti, il project financing riveste un ruolo centrale, in quanto i capitali privati rappresentano un’importante risorsa per la realizzazione di piccole e medie opere, in grado di sbloccare subito i cantieri. Le misure previste dovrebbero rendere, per i privati, più conveniente e sicuro investire in infrastrutture, grazie al potenziamento delle società di progetto, l’emissione di project bond e l’introduzione di incentivi fiscali per gli investitori privati.
In sintesi, al fine di agevolare l’attrazione di capitali privati nelle infrastrutture, il decreto stabilisce:
- la revisione della disciplina in materia di emissione delle obbligazioni da parte delle società di progetto nell’ambito delle operazioni di finanza di progetto, introducendo i cosiddetti “project bond” garantiti, da parte del sistema finanziario e dei fondi privati;
- l’introduzione nella finanza di progetto per le infrastrutture strategiche del diritto di prelazione, al fine di incentivare gli investitori privati ad assumere il ruolo di promotore in grandi opere, anche non previste negli strumenti di programmazione;
- la disposizione che i bandi e i piani economico-finanziari per le opere da affidare in concessione siano definiti in modo da assicurare adeguati livelli di bancabilità delle opere, consentendo agli istituti finanziatori di poter contare almeno su un progetto definitivo dell’opera da realizzare in concessione;
- l’introduzione di norme di semplificazione e di alleggerimento procedurale, come, per esempio, nel caso di approvazione di progetti, di affidamento di servizi finanziari, e di documentazione a corredo dei piani economico - finanziari;
- l’introduzione di misure di correzione delle concessioni di costruzione e gestione di opere pubbliche, per aprire nuovi spazi alla concorrenza e rendere più flessibile il meccanismo di subentro;
- l'istituzione, ai fini di una maggiore trasparenza, della banca dati nazionale dei contratti pubblici, in modo che a partire dal 2013 le stazioni appaltanti potranno verificare i requisiti delle imprese attraverso un database;
- l’individuazione del partenariato pubblico-privato quale strumento idoneo per la soluzione del sovraffollamento delle carceri, attraverso la realizzazione in tempi brevi di nuove strutture carcerarie, e la gestione dell’infrastruttura e dei servizi connessi.
Il decreto “Cresci - Italia” prevede, inoltre, specifiche misure nel settore dell’edilizia e della casa, come per esempio la possibilità per i comuni di concedere l'esenzione dell'IMU per tre anni sull'invenduto, e norme di sterilizzazione dell'Iva in favore dei costruttori di nuove abitazioni e di interventi finalizzati all'housing sociale. Infine, in merito al Piano nazionale di edilizia abitativa, il decreto introduce ulteriori semplificazioni procedurali , disponendo che l’Intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e la Conferenza unificata sia resa direttamente nella seduta del CIPE nella quale sono approvati gli accordi di programma.
(Decreto Legge n° 1 del 24 gennaio 2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, G.U. n° 19 del 24 gennaio 2012)