Lape: Polistirene espando industria & edilizia
banner1
cerca nel sito

Ignora collegamentiHome  Opere pubbliche e nuovi mercati  Esternalizzazioni e Facility Management pubblico: radiografia di un mercato (parte I)


Esternalizzazioni e Facility Management pubblico: radiografia di un mercato (parte I)

Autore: Daniele Girardi

05/02/2012

 

I bandi pubblici per l'esternalizzazione di servizi continuano a crescere nonostante la crisi. Un mercato che comprende un insieme eterogeneo e disparato di pratiche e attività. Per capirlo, bisogna cercare di individuare i comparti di attività che lo compongono. In particolare, è utile capire (1) come e perché si esternalizza (2) quali servizi vengono esternalizzati (3) quali sono le imprese che si aggiudicano la maggior parte dei bandi nei vari settori, e che struttura tendono ad avere.


APPALTI E SERVIZI DI FACILITY MANAGEMENT: NELLA CRISI, UN MERCATO PUBBLICO CHE NON FRENA

Nel complesso scenario che sta interessando l’economia italiana e la politica economica, scenario in cui recessione e riduzione della spesa pubblica sono due forze che si auto-alimentano e si rafforzano a vicenda, c’è una voce che non frena. Si tratta dell’esternalizzazione dei servizi, un processo che crisi e “austerità” tendono anzi ad accelerare, e che alimenta un mercato sempre più importante. Stiamo parlando, in sostanza, di appalti pubblici che affidano a terzi la gestione e la manutenzione di spazi, immobili, infrastrutture, servizi. Secondo l’Osservatorio Nazionale per il Facility Management, tra 2007 e 2011 questo mercato è cresciuto del 60%, mentre il mercato della sola esecuzione di opere pubbliche calava del 34%[1].

L’andamento del mercato delle esternalizzazioni di servizi a confronto con il mercato totale delle opere pubbliche e con la sola esecuzione (importi a base d’asta – 2007=100)

Fonte: CRESME – Osservatorio Nazionale del Facility Management (www.osservatoriofm.it) – promosso da CNA Costruzioni e ANAEPA-Confartigianato

 

DISTRICARE LA MATASSA

Se si vuole spingere la riflessione oltre il dato quantitativo aggregato e cercare di capire questo mercato, non bisogna compiere l’errore di ricercare delle definizioni o delle descrizioni univoche. La ricerca di una definizione unica sarebbe un esercizio fuorviante, foriero di genericità e confusione invece che di chiarezza, perché gli appalti di servizi comprendono un insieme eterogeneo e disparato di pratiche e attività. Più utile, se si vuole capire questo mercato, è cercare di sezionarlo, di suddividerlo nelle categorie di attività che lo compongono (con la consapevolezza che sono possibili differenti classificazioni ugualmente valide). In particolare, è utile capire (1) come e perché si esternalizza (2) quali servizi vengono esternalizzati (3) quali sono le imprese che si aggiudicano la maggior parte dei bandi nei vari settori, e che struttura tendono ad avere.

Come e perché si esternalizza

Dobbiamo in primo luogo distinguere tra esternalizzazione di attività core della Pubblica Amministrazione e di attività di supporto (non-core)[2]. Si tratta di un confine non semplice da tracciare, ma possiamo affermare che la fornitura di servizi pubblici alle famiglie (con particolare riguardo a quelli essenziali) è il core-business della Pubblica Amministrazione, mentre le attività non-core comprendono tutti i servizi di supporto che non assumono rilevanza strategica primaria, ma che sono comunque necessari al funzionamento dell’ente. Possiamo dunque far coincidere l’esternalizzazione dei servizi core con l’esternalizzazione dei servizi pubblici locali. Tali servizi possono essere affidati in gestione a società a capitale pubblico oppure verso enti a capitale privato, nel cui caso si parla di privatizzazione di servizi pubblici. Quella delle privatizzazioni è una modalità promossa da chi sostiene il “ritiro dello Stato dall’economia”, con l’A.P. che mantiene soltanto un ruolo di regolatore e controllore ma non di gestore di attività economiche, e considerata invece inappropriata da chi pensa che in certi settori (monopoli naturali, servizi essenziali connessi a diritti fondamentali) la gestione privatistica non consenta di raggiungere gli obiettivi sociali a cui tali servizi sono finalizzati.

 

Fonte: Elaborazione CRESME

 

Passando a esaminare l’esternalizzazione dei servizi di supporto (non-core), la distinzione più rilevante è quella tra due diverse modalità operative: la prima è quella tradizionale e riguarda il subappalto di singole attività di servizio con modalità “tradizionali” (nel senso di non integrate), mentre la seconda è il facility management. Definiamo meglio queste due categorie. La prima comprende i tradizionali appalti di servizi non-core. Si appalta a un fornitore esterno la mera erogazione di un servizio di supporto (ad esempio le pulizie negli uffici dell’ente pubblico, o il servizio mensa, o l’esecuzione di determinati interventi di manutenzione ordinaria all’interno degli edifici pubblici), richiedendo all’impresa cui si appalta il servizio di essere una mera esecutrice di alcune attività predeterminate, mentre la funzione gestionale e di pianificazione resta in capo alla PA .

Il Facility Management (FM), invece, è la gestione integrata e coordinata degli spazi, dei servizi e delle infrastrutture. Enti pubblici che affidano a imprese specializzate la gestione delle connessioni internet e delle reti locali di tutti i propri uffici, oppure la gestione, manutenzione e ristrutturazione dei propri impianti energetici, per conseguire risparmi derivanti dalla gestione integrata e per rendere più efficiente il proprio parco impianti, sono due esempi di appalti di FM pubblico. Non necessariamente i servizi in FM sono affidati al settore privato: l’affidatario del servizio integrato può anche essere un’azienda speciale o un'altra entità pubblica. . Tipicamente quando si parla di FM si fa riferimento a servizi connessi al patrimonio immobiliare (manutenzione e gestione di un insieme di edifici e dei sistemi di impianti in esso contenuti), ma nel caso del FM pubblico la categoria si allarga fino a racchiudere anche la progettazione architettonica e la gestione e manutenzione di intere porzioni di territorio urbano, del verde pubblico e di alcune infrastrutture.

Nel mondo reale, l’esternalizzazione dei servizi di supporto non è priva di criticità e rischi. Esistono gestori che abbassano i costi non tramite l’ottimizzazione e l’efficientamento, ma tramite una minore qualità del servizio oppure una compressione dei costi del personale, con conseguente peggioramento delle condizioni lavorative. Inoltre la moltiplicazione delle gare di affidamento, è inutile nasconderlo, significa moltiplicare il rischio di fenomeni di corruzione e clientelismo, oltre che creare opportunità di riciclaggio di risorse provenienti da attività illecite. Nei casi virtuosi, invece, il Facility Management permette alle PA di operare in condizioni migliori, di aumentare l’efficienza energetica dei propri edifici, e di valorizzare e riorganizzare il proprio patrimonio senza dismetterlo.

COSA SI ESTERNALIZZA?

Ma quali sono i servizi più rilevanti che le P.A. esternalizzano rivolgendosi al mondo delle imprese private? Nel periodo 2007-2011 il settore più importante, per importi messi a gara, è stato quello della costruzione, gestione e manutenzione del sistema stradale, con un giro d’affari di 20 miliardi di euro (totale degli importi a base d’asta) e oltre 8.400 bandi pubblicati. Poi c’è il servizio di gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti, 15 miliardi di euro nel quinquennio (CONTINUA...)



[1] Questi dati sono riferiti solo alle esternalizzazioni che avvengono tramite gara d’appalto pubblica. Le esternalizzazioni tramite affidamenti in house o comunque senza gara ad evidenza pubblica non sono invece comprese nei dati.

[2] Le attività core sono quelle tramite le quali un’organizzazione svolge il suo ruolo fondamentale, mentre le attività non-core sono le attività di supporto, che non perseguono direttamente la missione principale dell’ente, ma che sono comunque necessarie per il funzionamento dell’organizzazione (ad esempio la manutenzione degli uffici dell’ente).

 


Altri articoli dalla stessa sezione

 

© Riproduzione consentita a condizione di citare la fonte

Eclisse: controtelai per porte a scomparsa

Approfondimenti Cresme