Lape: Polistirene espando industria & edilizia
banner1
cerca nel sito

Ignora collegamentiHome  Scenari demografici  Scenari della domanda abitativa - dinamiche territoriali


Scenari della domanda abitativa - dinamiche territoriali

Autore: Enrico Campanelli

07/02/2012

 

Nell’ultima fase espansiva le dinamiche migratorie hanno giocato un ruolo rilevante, sia in termini di crescita netta riconducibile al flusso di popolazione straniera che ha interessato principalmente le aree economicamente più dinamiche ed attrattive del Paese, sia in termini di spostamento dei pesi insediativi dal Sud al Nord e dalle principali aree urbane consolidate verso le periferie ed i comuni dell’hinterland metropolitano.

Ma in un contesto socio-demografico come quello attuale, caratterizzato da bassa natalità ed elevate prospettive di sopravvivenza, i movimenti migratori rappresentano l’unico fattore in grado di imprimere trasformazioni sufficientemente rapide da contenere i crescenti squilibri generazionali esistenti nella struttura per età della popolazione italiana. È altresì evidente che il potenziale di crescita economica e la domanda di lavoro espressa dalle imprese costituisce il principale fattore di attrazione dei flussi migratori nazionali ed internazionali, principalmente costituiti da giovani in cerca di occupazione.

Da ciò si comprende come, nell’ambito di un quadro generale connotato dalla tendenza al ridimensionamento della domanda abitativa primaria, l’analisi della dimensione locale possa presentare fenomenologie assai variegate. Questa circostanza emerge con sufficiente chiarezza dall’analisi dai risultati dello scenario 2011-2020 con articolazione in macro-area. Mentre a livello nazionale, infatti, la domanda aggregata risulta pari a circa il 77% del livello medio della fase espansiva, nella media delle regioni del Nord-Est l’ipotesi più favorevole definisce una domanda pari al 95% dei livelli attuali, mentre nel Sud e nelle Isole lo scenario previsionale consente di stimare una riduzione pari a quasi la metà.

È evidente quindi l’esistenza di notevoli differenze nelle dinamiche territoriali, da porre in relazione sia alle caratteristiche strutturali della popolazione (composizione per età, tasso di fecondità e mortalità) ed al loro processo evolutivo, sia al potenziale di crescita economica ed alla capacità di attrarre o, al contrario, di cedere, flussi migratori nazionali o internazionali, apportando sostanziali modifiche, in negativo o in positivo, all’assetto strutturale ed al potenziale di crescita dei diversi sistemi territoriali.

In definitiva, passando da uno scenario in cui, chi più chi meno, crescono tutti, ad uno in cui il fattore comune è il ridimensionamento dei livelli di domanda mentre la crescita sostenuta diviene l’eccezione, la disponibilità di uno strumento conoscitivo e previsionale in grado di fornire indicazioni precise sulle dinamiche territoriali, assume maggiore valenza strategica.

 


Altri articoli dalla stessa sezione

 

© Riproduzione consentita a condizione di citare la fonte

Eclisse: controtelai per porte a scomparsa

Approfondimenti Cresme