E’ stato approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato sulla gazzetta ufficiale il decreto legge “Semplifica Italia”, contenente disposizioni urgenti in materia di semplificazioni e sviluppo. Ampio spazio, nel decreto, è dedicato all’edilizia scolastica, con l’obiettivo di garantire su tutto il territorio nazionale l’ammodernamento e la razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, e di conseguire una riduzione strutturale delle spese correnti di funzionamento.
Il provvedimento prevede, infatti, un Piano nazionale di edilizia scolastica che, una volta approvato dal CIPE, e previa intesa in sede di Conferenza unificata, dovrà realizzare interventi di ammodernamento e di recupero del patrimonio esistente, di messa in sicurezza degli edifici, e di costruzione e completamento di nuovi edifici scolastici. Il Piano nazionale di edilizia scolastica sarà realizzato sulla base dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti.
A tal fine, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero delle Infrastrutture promuoveranno la stipula di appositi accordi di programma, in modo da adeguare gli interventi previsti dal Piano alle esigenze dei singoli contesti territoriali, e sviluppare utili sinergie, promuovendo anche la partecipazione di soggetti pubblici e privati.
Inoltre, nella delibera CIPE verranno definite le modalità e i termini per la verifica periodica delle fasi di realizzazione del Piano, in base sia al cronoprogramma approvato sia alle esigenze finanziarie, prevedendo la possibilità, in caso di scostamenti, di destinare le risorse finanziarie pubbliche verso modalità di attuazione più efficienti.
In particolare, le misure previste dal decreto riguardano:
- la ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico, al fine di individuare aree ed edifici non più utilizzati e che possano essere destinati alla realizzazione degli interventi previsti dal Piano;
- la costituzione di uno o più fondi immobiliari destinati alla valorizzazione e alla razionalizzazione del patrimonio immobiliare scolastico, o alla promozione di strumenti finanziari immobiliari innovativi (articolati anche in un sistema integrato nazionale e locale) per l’acquisizione e la realizzazione di immobili per l’edilizia scolastica;
- la messa a disposizione di beni immobili di proprietà pubblica a uso scolastico (per valorizzarli o dismetterli) a soggetti pubblici o privati, mediante permuta, anche parziale, con immobili già esistenti o da edificare e da destinare a nuove scuole;
- la semplificazione delle procedure: per le nuove scuole, il vincolo di destinazione a uso scolastico verrà acquisito automaticamente con il collaudo dell'opera, e cesserà per gli edifici scolastici oggetto di permuta con l’effettivo trasferimento delle attività scolastiche presso la nuova sede;
- la riduzione dei consumi energetici: entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, gli enti proprietari di edifici scolastici dovranno adottare misure di gestione, conduzione e manutenzione degli immobili, finalizzate al contenimento dei consumi di energia e al miglioramento dell’efficienza energetica;
- l’adozione di Linee guida: al fine di adeguare la normativa tecnica vigente agli standard europei e alle più moderne concezioni di realizzazione e di impiego degli edifici scolastici, saranno adottate le norme tecniche-quadro, predisposte dai Ministeri dell’Istruzione, delle Infrastrutture, dell’Ambiente, e dello Sviluppo economico. Le Linee guida conterranno gli indici minimi e massimi di funzionalità urbanistica, edilizia, anche in riferimento alle tecnologie in materia di efficienza, di risparmio energetico e di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, in modo da garantire indirizzi progettuali di riferimento omogenei sul tutto il territorio nazionale.
(Decreto Legge n° 5 del 9 febbraio 2012 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”. G.U. n° 33 del 9 febbraio 2012)