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Monza Brianza 2011, la dimensione della crisi in un territorio motore di crescita

Autore: Paola Reggio - Ricercatrice CRESME

La provincia di Monza e Brianza si è senza dubbio collocata tra i territori più dinamici e propulsivi, come testimonia un tasso di crescita della popolazione simile a quello delle aree più forti ed attrattive del Paese. Basti pensare che l’incremento della popolazione provinciale tra il 2001 e il 2010 (10,8%) è stato pari a quello registrato mediamente in Emilia-Romagna, la regione a maggior crescita demografica d’Italia. Nello stesso periodo il numero di famiglie è cresciuto del 19,3%, con una conseguente forte domanda di abitazioni. Alla quale ha risposto una produzione edilizia che nel 2009 ha raggiunto il suo picco espansivo (più di 5.600 abitazioni, dalle 3.600 del 2002).

Sebbene si tratti di un territorio fortemente attrattivo, il 2011 ha segnato un rallentamento delle dinamiche di crescita e il consolidamento del contesto di crisi. In particolare, il settore delle costruzioni, fattore propulsivo per l’economia brianzola, è uno dei settori che ne ha risentito per primo. È una crisi che ha schiacciato la domanda media, ampliato quella economicamente debole e ha visto cambiare rapidamente quella di qualità.

La crisi del settore emerge con evidenza dai dati della Cassa Edile, che consentono una lettura su una serie storica più lunga e mostrano una riduzione ininterrotta dei lavoratori e delle imprese attive nel settore a partire da ottobre 2008. In linea con la frenata del mercato immobiliare. Nella media 2009 la riduzione dei lavoratori è stata del 5%, del 10% nel 2010 e ancora del 6,4% nel primo semestre 2011. Gli operai attivi nei cantieri della provincia in media nel 2008 erano oltre 7.000, si sono ridotti a poco più di 6mila nel 2010, per scendere a meno di 5.700 nel primo semestre 2011. Stessa dinamica sul fronte delle imprese, che scendono da oltre 1.700 del 2008 a poco più di 1.400 nella media dei primi sei mesi 2011 (-17%).

Tabella - Numero di lavoratori e di imprese attive nei cantieri della provincia di Monza e Brianza - variazioni %

 

LAVORATORI

IMPRESE

 

2009/2008

2010/2009

2011/2010

2009/2008

2010/2009

2011/2010

Gennaio

-0,2

-11,3

-6,9

-0,8

-7,4

-8,8

Febbraio

-0,8

-12,0

-6,2

-0,9

-8,5

-8,5

Marzo

-0,9

-10,9

-7,2

-1,2

-8,5

-8,3

Aprile

-2,9

-10,6

-6,3

-2,2

-8,8

-7,8

Maggio

-4,3

-9,9

-6,4

-3,6

-8,4

-7,3

Giugno

-4,8

-10,3

-5,2

-5,6

-8,5

-6,2

Luglio

-5,7

-10,0

-5,2

-4,9

-9,5

-5,5

Agosto

-5,2

-10,5

-5,3

-3,9

-10,0

-6,5

Settembre

-6,9

-9,6

-6,4

-6,0

-9,1

-7,4

Ottobre

-8,0

-9,3

 

-6,5

-8,7

 

Novembre

-8,5

-7,3

 

-5,9

-7,7

 

Dicembre

-9,5

-6,6

 

-6,3

-8,6

 

Media I semestre

-2,4

-10,8

-6,4

-2,4

-8,3

-7,8

Media annua

-4,8

-9,9

 

-4,0

-8,6

 

Fonte: elaborazione CRESME su dati Cassa Edile di Milano

Il valore della produzione del settore delle costruzioni nel 2011 è stimato in 1,9 miliardi di euro a prezzi correnti, corrispondente ad una flessione dell’1,4% rispetto al 2010, valutata a prezzi costanti. Risultano particolarmente colpiti i nuovi investimenti (-5,9%), soprattutto quelli non residenziali, sia pubblici che privati.

Tabella - Stima dell’indotto del settore delle costruzioni nel 2010 in provincia di Monza e Brianza - Importi in milioni di euro

VALORE PRODUZIONE COSTRUZIONI

 

Nuovo residenziale

569

Nuovo non residenziale

152

Nuovo genio civile

90

Rinnovo residenziale

658

Rinnovo non residenziale

125

Rinnovo genio civile

37

Manutenzione ordinaria

316

TOTALE (A)

1.947

RISORSE ATTIVATE DAL SETTORE DELLE COSTRUZIONI

 

Immobiliare (valore compravendite nuovo e usato al netto del valore della produzione)1

853

Residenziale

657

Non residenziale

196

Risorse aggiuntive per l'accesso al bene di nuova costruzione

233

Residenziale

137

Non residenziale

96

Risorse aggiuntive per il mantenimenti del bene di nuova costruzione

73

Residenziale

35

Non residenziale

38

TOTALE INDOTTO AMPIO DELLE COSTRUZIONI (B)

1.159

TOTALE VALORE DELLA PRODUZIONE + INDOTTO (A+B)

3.106

Fonte: Elaborazioni e stime CRESME

(1) Valore degli scambi immobiliari - valore degli investimenti in nuove costruzioni residenziale e non residenziale e 30% degli investimenti in manutenzione ordinaria e straordinaria

 

La ripresa economica di questo territorio può trovare fondamento nel settore delle costruzioni se si considera la rilevante cifra d’affari che è in grado di attivare. Coinvolge gli altri settori economici in forma diretta ma provoca ulteriori effetti sui vari mercati. Secondo un modello di stima del CRESME, considerando l’intera filiera delle costruzioni si può valutare un valore complessivo del settore in provincia di oltre 3 miliardi. A partire dal valore della produzione, stimato in 1,9 miliardi nel 2010, si aggiungono le risorse legate all’accesso e al mantenimento del bene, stimate in 172 milioni per il settore residenziale e in 134 milioni per i locali strumentali, nonché il valore dell’attività immobiliare depurata dai suoi costi intermedi, ovvero gli investimenti diretti in costruzioni, raggiungendo un valore pari a 1,2 miliardi di euro, ovvero l’indotto ampio delle costruzioni. La somma di questo valore con quello delle costruzioni “in senso stretto”, determina una cifra d’affari complessiva del settore delle costruzioni, dell’immobiliare e del suo indotto pari a 3,1 miliardi di euro, ovvero un valore superiore di 1,6 volte il dato di partenza. Si tratta di una stima in un certo senso “prudenziale” che considera solo gli effetti diretti sui strettamente collegati alle costruzioni.

 

Applicando invece un modello di stima che prende in considerazione gli effetti moltiplicativi su tutti i settori di attività derivanti dai consumi delle famiglie, la cifra d’affari complessiva attivata da investimenti in costruzioni aumenta in maniera considerevole. Il risultato di un modello di simulazione Ance, riferito a parametri medi nazionali, quantifica l’effetto moltiplicatore degli investimenti del settore delle costruzioni in 3,4.