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Congiunturale novembre 2021

 

La ripresa delle costruzioni è intensa, anche troppo, cosa succederà allo scadere degli incentivi e dell’attuale politica espansiva?

La sfida che abbiamo davanti è quella di saper cogliere il momento favorevole per porre il settore delle costruzioni alla guida del processo di innovazione, aumentare il valore aggiunto e stabilizzare il mercato. La filiera è pronta a cogliere “l’economic momentum” con le modalità giuste o dopo la rapida salita ci aspetta una rapida caduta?

L’analisi sviluppata a giugno dal CRESME trova conferma negli ultimi dati: il settore delle costruzioni sta crescendo con forza. I numeri in alcuni settori sono sorprendenti. La crescita sembra verticale. Non si recupera solo il 2020, si va di molto sopra il 2019. In questo momento la domanda supera l’offerta. I prezzi stanno crescendo, si fa fatica a trovare i materiali, non si riescono a mantenere i tempi delle consegne: i ponteggi che non si trovano sono il simbolo di questo momento, forse ancor più della manodopera.
Vi sono però molte questioni sul tappeto, la prima riguarda proprio le dimensioni della crescita e cosa succederà allo scadere delle agevolazioni fiscali, quando gli incentivi cambieranno dimensioni e forse natura.

 

Congiunturale novembre 2021L’impegno alla proroga al 2023 del Superbonus è stato confermato e certificato ufficialmente dal Governo, si tratterà di sapere, a fine anno, se la misura riguarderà le stesse condizioni attuali o meno. La domanda si dovrebbe quindi riproporre posticipata di un anno: cosa succederà quando gli incentivi saranno inevitabilmente ridimensionati? Molto dipenderà da come le misure cambieranno, e molto da cosa saprà fare l’offerta: dalla capacità dell’offerta di innovare, dalla capacità di alzare significativamente la qualità del prodotto edilizio. E’ quindi importante cercare di rispondere a questa domanda: lo stiamo facendo?

 

Un’altra componente dello scenario attuale fa riferimento a due dinamiche prodotte dalla pandemia che hanno interessato una parte non marginale delle famiglie: i lockdown nel 2020 hanno significativamente ridotto redditi e consumi, ma nel conto del bilancio nazionale si sono ridotti di più i consumi, con il risultato che il risparmio è cresciuto tantissimo. Come abbiamo già ricordato a giugno siamo seduti su una grande mole di denaro (naturalmente questo non ha funzionato per tutti e la domanda più debole in condizioni critiche è cresciuta). Allo stesso tempo, mentre i risparmi per un’ampia parte delle famiglie crescevano, la pandemia ha generato una nuova forte “domanda di casa”: case più grandi, case con balconi e verde, case con spazi per il lavoro, case dove stare non solo per abitare e dormire, ma per vivere e lavorare. I lockdown e il nuovo rapporto casa/lavoro in settori terziari di un certo tipo portano a pensare a nuovi modelli insediativi, nuovi modelli urbani. Le case nelle località turistiche, le case dei nonni nei paesi di origine degli urbanizzati sono oggetto di compravendite e/o, grazie agli incentivi, di ristrutturazioni (o almeno si sta cercando di farlo viste le difficoltà dal lato dell’offerta). E anche qui dobbiamo chiederci: cosa succederà con le riaperture e con il ritorno al lavoro in ufficio? E poi, si tornerà veramente tutti in ufficio? Sono domande a cui il rapporto del CRESME cerca di dare risposte.

Ma non è solo l’edilizia, nuova ma soprattutto di rigenerazione, che alimenta il mercato e le domande sul futuro, anche le opere pubbliche stanno vivendo una fase di crescita eccezionale. La fase espansiva delle opere pubbliche ha radici nelle risorse messe a disposizione del settore nel 2014, 2015, 2016 , risorse che hanno impiegato del tempo per diventare mercato reale, ma ora (2019, 2020, 2021) la fase delle aggiudicazioni e delle realizzaizoni è avviata, e ancora prima dell’arrivo delle risorse del PNRR. Per il prossimo quinquennio, se non di più, la domanda pubblica continuerà a crescere, la quantità di risorse in gioco è molto grande, ma le imprese saranno in grado di realizzare le opere nei tempi previsti? E il settore pubblico, sarà in grado di affidare e accompagnare la realizzazione? Abbiamo spesso guardato alla programmazione, ai tempi di attraversamento che portano all’aggiudicazione, ma forse vi sono problemi anche nella fase di esecuzione. E poi i tempi stretti, con l’aumento dei prezzi e la mancanza di materiali mettono in discussione le offerte, i contratti.

 

Come sempre vi è molto altro nel Rapporto Congiunturale del CRESME, che compie XXXI anni e quest’anno si affianca alla presentazione del 92o Rapporto Euroconstruct, in una due giorni internazionale che pensiamo importante per il settore delle costruzioni, anche perché sviluppata con l’aiuto e la partnership di CNCE, la Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili, e ANCE Verona.

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PROGRAMMA DEL CONVEGNO

PROGRAMMA (Qui il Pdf)

 

 

Prezzi1 dei Rapporti

 
    Base Socio
CRESME2
XXXI Rapporto congiunturale e previsionale
"Il mercato delle costruzioni 2022"
€ 2.100 € 1.400

   Prezzo speciale per chi acquista il XXXI Rapporto congiunturale e previsionale CRESME  
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N.B. L’acquisto del Rapporto Congiunturale e Previsionale CRESME, nel formato Pdf protetto con possibilità di accesso per 3 (tre) dispositivi, dà diritto alla partecipazione al convegno dell’11 novembre a Verona in presenza (una persona) e on line (5 accessi). In caso si necessiti di ulteriori accessi scrivere a cresme@cresme.it
Il Rapporto verrà inviato per mail entro il giorno successivo al convegno.

1Gli importi sono da intendersi Iva esclusa

2Per i Sottoscrittori CresmeLab e/o Soci Cresme Extra entrambi i convegni e i rapporti Congiunturale e Euroconstruct sono gratuiti

3Per info visita Euroconstruct

 

 

 

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